Sabato 11 novembre Laura Moro, Laura Boato e Silvia Gribaudi si alterneranno sul palcoscenico camposampierese con tre performance costruite appositamente per l’occasione sul tema del corpo, del prendersi cura e della relazione. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Fiori di Cactus che si occupa di dare sostegno al percorso di recupero psico-fisico delle persone con malattie oncologiche.

Si alza il sipario “IL TEATRO PER TUTTI 2017/18”, la nuova stagione del Teatro Ferrari curata per il secondo anno da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Camposampiero, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto e la collaborazione di Fondazione Antonveneta. A fare da apripista, sabato 11 novembre (ore 21), sarà una serata interamente dedicata alla danza d’autore al femminile che avrà per protagoniste Laura Moro, Laura Boato e Silvia Gribaudi, tre coreografe e danzatrici venete tra le più talentuose della scena nazionale. A ciascuna di loro è stato chiesto di proporre una partitura coreografica della durata di 20 minuti sul tema del corpo, del prendersi cura e della relazione. È nato così un evento speciale, costruito appositamente per il Teatro Ferrari e realizzato in collaborazione con l’Associazione Fiori di Cactus Onlus, che vedrà alternarsi sul palco l’energia corale del gruppo Arthemigra PHT diretto da Laura Moro con “CRONACHE DI NULLONAUTI”, la performance “VARIAZIONE N.9 – PARTITURA PER DUE CORPI ABITATI”, un lavoro di Laura Boato interpretato da Michela Lorenzano e Giovanni Fregonese, che indaga l’intima complessità di una relazione a due, ed infine l’ironia travolgente di Silvia Gribaudi con “A CORPO LIBERO”.

Si comincia con Laura Moro e il suo “CRONACHE DI NULLONAUTI”, che ragiona intorno al tema dell’ignavia contemporanea come conseguenza della società liquida. I ricordi personali scadono sempre più velocemente, diventando obsoleti e privando l’essere umano della possibilità di radicare se stesso all’interno di un senso storico, di avere un’opinione, di operare delle scelte. Quando la vita politica e sociale non si attua più nell’azione ma si risolve nell’immagine o nella parola scritta, qual è il valore del corpo? Esiste un senso nel gesto fisico oltre la sua pura dimensione strutturale? In scena, i danzatori della compagnia Arthemigra PHT Cristian Alexis Alarcón Jara, Davide Falbo, Maria Cristina Fiorentin, Diletta La Rosa, Giulia Manfio, Cristiano Parolin, Norman Quaglierini. Disegno luci di Luca Da Tos.

Sarà poi la volta di “VARIAZIONE N.9 – PARTITURA PER DUE CORPI ABITATI” (studio per HIC ET NUNC _ Noi. Ora. Qui.), di Laura Boato con Michela Lorenzano e Giovanni Fregonese, con scene di Luca Giabardo, costumi di Laura Boato e Michela Dal Bo e musiche di Carmen Consoli, Alva Noto e Max Richter. “La pressione del fuori – suggerisce la coreografa -. Una lotta impari. In quale mare stiamo nuotando, in quale foresta stiamo crescendo? ‘L’ aria che tira’… tira forte. E controvento non si vola. Forse. Forse, perché pure siamo noi, ora, qui. A un aquilone serve solo qualcuno annodato saldo all’altro capo del filo”.

E per concludere “A CORPO LIBERO”, un lavoro che esplora con ironia la condizione femminile a partire dalla gioiosa fluidità del corpo, relazionandosi con le sue curve e le sue “parti molli”. Una performance profondamente autoironica che parla di donna e libertà, scritto e interpretato dalla coreografa e danzatrice Silvia Gribaudi, un’artista unica nel panorama nazionale che, con il suo aspetto fisico che non si lascia incasellare dalla finzione delle riviste patinate, compie un’operazione dissacrante contro i canoni della bellezza classica che caratterizzano il mondo della danza di oggi. Ma è anche il grido di rivolta di una donna che cerca la libertà ed è costretta a fare i conti con i suoi limiti e la sua inadeguatezza. In scena, Gribaudi è infatti una donna fasciata in un improbabile abito multicolor, che, anche grazie alla goffaggine del suo corpo, compirà strada facendo, accompagnata dalle musiche di Mozart e Iggy Pop, un processo di accettazione e riconoscimento della propria fisicità, trovando finalmente la libertà a cui aspira. La piéce si avvale dell’arrangiamento musicale di Mauro Fiorin e delle luci di David Casagrande, Leonardo Benetollo e, per questa serata, della luce seguipersona FlavioCosta. Un solo che è valso all’artista torinese il Premio della Giuria e il Premio del Pubblico al GD’A Veneto 2009 e che, dopo essere stato presentato alla Biennale di Venezia 2010, ad Aerowaves Dance Across Europe 2010 e al Fringe Festival di Edimburgo 2012, è nel 2017 al Palais de Tokyo di Parigi. Silvia Gribaudi è inoltre quest’anno finalista del Premio Rete Critica 2017.

Fiori di Catus – ha spiegato la Presidente Avice Sacilotto – opera in tutto il territorio del Camposampierese per sostenere il recupero psico-fisico delle persone con malattie oncologiche. Non è sempre facile trovare l’occasione appropriata per collaborare tra realtà diverse, ma in questo caso l’iniziativa si allinea molto bene con le nostre finalità associative e saremo felici di invitare tutta la cittadinanza a partecipare”.

Prevendite biglietti: a Camposampiero presso Libreria Costeniero (Via Mogno 44), Edicola Quadrifoglio (Via Giorgione 16) e Tabaccheria La Torre (Piazza Vittoria 17); a Castelfranco Veneto presso De Santi Dischi (Piazza Marconi 1); on line sul sito del Teatro Ferrari

Biglietteria al botteghino: in Teatro a partire da un’ora e mezza prima dell’inizio degli spettacoli. Intero € 12, ridotto gruppi e convenzioni € 10 ridotto per gli under 20 € 7. Ferrari Card: 5 spettacoli a scelta libera a € 45.

Informazioni per il pubblico e prenotazioni
telefono 366 6502085

mail info@teatroferrari.it
www.teatroferrari.it

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Informazioni per la stampa
Gloria Marini
La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
334 9187656 – gloria.marini@piccionaia.org

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